Un sostanziale miglioramento della qualità di vita può essere ricercato attraverso una gestione della malattia che riparta da un approccio interdisciplinare integrato, una diffusione di protocolli per una diagnosi tempestiva e un miglioramento nel percorso assistenziale dei pazienti e delle famiglie.
Agire tempestivamente e precocemente sulla SM significa infatti rallentarne la progressione e la comparsa di disabilità con i conseguenti benefici, anche economici, per il paziente e i suoi familiari.

Il trattamento

A oggi non esistono terapie definite che eliminino in toto la SM. Tuttavia, sono disponibili molteplici terapie in grado di modificare favorevolmente il decorso della malattia, riducendo la gravità e l’impatto dei sintomi.

La tempestività è essenziale: lavorare sui sintomi già dal primo attacco, infatti, è indispensabile per migliorare la prognosi e massimizzare le speranze del paziente di condurre una vita quanto più normale possibile. Le cure mirano infatti a prevenire danni irreversibili alla mielina e agli assoni e possono ritardare la progressione della malattia.
Il trattamento deve essere individualizzato, scegliendo la terapia più giusta per ogni singolo paziente.

Gli approcci terapeutici si distinguono tra:

    • Terapie delle ricadute: somministrazione, per pochi giorni o settimane, di farmaci in occasione di un episodio scatenante per ridurne la durata e velocizzare il recupero;
    • Terapie a lungo termine in grado di modificare il decorso della malattia – “farmaci disease-modifying”: farmaci immunomodulanti che modificano il decorso e la progressione della malattia, sostanzialmente la frequenza degli attacchi;
    • Terapie sintomatiche: intervengono sui sintomi, ma non sui meccanismi alla base della patologia.

La riabilitazione

La riabilitazione è un processo attraverso il quale il paziente acquisisce conoscenze e abilità per ottimizzare l’indipendenza (psicologica e fisica) funzionale, attraverso una sorta di stabilizzazione e riduzione della disabilità.

La rieducazione è parte integrante del percorso che mira a migliorare la capacità del paziente di portare a termine varie attività quotidiane, migliorando anche la partecipazione sociale e quindi la qualità di vita del paziente.

Accanto a una riabilitazione di tipo sanitario è importante accostare anche una riabilitazione sociale più complessa, che richiede l’attivazione di un’equipe riabilitativa specializzata in interventi mirati a garantire la massima partecipazione possibile del paziente alla vita sociale e lavorativa.

Questa equipe comprende in genere un fisiatra, un fisioterapista, un terapista occupazionale, un logopedista, uno psicologo, un foniatra, un infermiere di riabilitazione e un assistente sociale, che valuteranno e identificheranno i problemi e le cause, definiranno obiettivi e tempistiche e sceglieranno il setting riabilitativo più appropriato.

Stili di vita ed alimentazione

In passato, ai pazienti di SM sono stati proposti regimi alimentari molto particolari, che si basavano sulla convinzione che la mancanza o l’eccesso di alcuni nutrienti fossero tra i fattori scatenanti della SM. A oggi non si hanno evidenze scientifiche robuste che la dieta possa influire sul decorso della malattia. Tuttavia, uno stile di vita sano e un’attività fisica quanto più regolare possibile possono contribuire a migliorare lo stato di salute del paziente.