Dopo 7 anni di lotta per la diagnosi, nella mia cassetta porto la mia caparbietà, il mio coraggio, la mia forza, la mia resistenza. Vedere un corpo che si spegne, vivere un divorzio, i giudizi anche di persone che dovevano sostenerti e invece…Vivere in un limbo per anni con un bimbo piccolo non è stato il massimo. Ma con me porto tutto il mio passato perché, grazie ad esso, sono quella che sono: grazie alle sue sfide, alle cadute, ai bastoni tra le ruote. Grazie al mio dovere e all’amore di madre single e grazie all’amore per me stessa. Grazie al mio passato ho imparato a essere empatica, a non essere incattivita e ad apprezzare la vita. Ci si tocca il fondo, ma in noi stessi dobbiamo trovare la spinta per risalire. Con me porto anche tutti i miei compagni di vita: i medici “oculati”, fisiatri, terapisti, logopedisti che ho trovato lungo la mia strada, perché nulla è scontato nella vita. DA SOLI SI VA AVANTI, MA INSIEME SI VA LONTANO! Dimenticavo: e la diagnosi? SM secondaria progressiva.