Storie di progetti e sogni
che non si fermano con la Sclerosi Multipla

La mia “cassetta degli affetti” è fatta di piccole abitudini. Gesti quotidiani che in questi anni sono diventati un rifugio per la mente. Il buongiorno al mattino con una canzone; la colazione tutti insieme prima di correre a scuola e al lavoro; le carotine da sgranocchiare mentre si prepara la cena; la favola della buonanotte; la copertina sul divano. Costanti immancabili da custodire e nelle quali trovo conforto e serenità. Invisibili pensieri felici che accompagnano la giornata, la settimana, il mese, l’anno e così sempre. È potente ciò che non si vede, ma ti dà forza. Sei potente quando affronti ogni giorno ciò che non si vede, ma ti indebolisce. Nella mia “cassetta degli affetti” c’è anche Lei, la SM; c’è perché fa parte di me e di quelle abitudini. C’è nel consueto gesto di ordinare i referti, prepararli ed esibirli. C’è nel modo di gestirla e, per certi aspetti, controllarla. C’è perché mi ricorda che sono la stessa e che non mi ha tolto nulla. C’è e l’ho accolta per ciò che è, consapevole che in quella “cassetta” può restare perché non mi fa più male.